L’ansia nei gatti è un tema ancora poco discusso nella medicina e nel comportamento felino, ma rappresenta un disturbo in forte crescita, soprattutto tra i gatti domestici che non hanno la possibilità di soddisfare i fabbisogni etologici e comportamentali della specie. In questo articolo approfondiremo cosa sia l’ansia felina, come si manifesta attraverso specifici meccanismi fisiologici e comportamentali e quali strategie adottare per gestirla in modo efficace, con l’obiettivo di prevenire i fattori stressanti che possono innescare l’ansia e ridurre al minimo i comportamenti atipici correlati, come depressione, aggressività, miagolii eccessivi, comportamenti inappropriati e ossessione per il cibo.
Cos’è l’ansia felina e come si manifesta
L’ansia felina è una risposta naturale a situazioni percepite come minacciose o stressanti. I gatti, come altri animali, attivano una reazione “lotta o fuga” in presenza di stimoli stressanti, che possono essere di natura fisica, sociale o ambientale. Questa risposta, sebbene utile in situazioni di emergenza, può diventare deleteria se lo stress si protrae nel tempo, influenzando negativamente il benessere fisico e mentale del gatto.
I segnali dell’ansia felina
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- Nascondersi eccessivamente: un gatto ansioso cerca rifugio in spazi sicuri e isolati (es. dietro i mobili, sotto il letto, dentro il guardaroba);
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- Comportamenti aggressivi o evitanti: la mancanza di fiducia e la paura possono portare a reazioni inaspettate come il soffiare e la propria aggressione per difesa;
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- Cambiamenti nell’appetito: la perdita di interesse per il cibo o, al contrario, un eccessivo nutrirsi;
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- Comportamenti ripetitivi o stereotipati: leccarsi eccessivamente, comportamento di ciucciare la coda o comportamenti compulsivi sono segni di stress cronico;
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- Vocalizzazione eccesiva;
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- Eliminazione inappropriata;
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- Il gatto si spaventa facilmente dei rumori o dei movimenti;
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- PICA – mangia oggetti non commestibili, per esempio la plastica, lana o tessuto.
Il meccanismo di stress nel corpo del gatto
Il processo che regola la risposta allo stress è complesso e coinvolge il cosiddetto asse Ipotalamo-Ipofisi-Surrene (HPA):
- Riconoscimento degli stimoli stressanti: quando il gatto percepisce una minaccia, il cervello valuta la situazione attivando il sistema di allarme.
- Attivazione dell’asse HPA:
- Ipotalamo: secreta il corticotropin-releasing hormone (CRH) che stimola l’ipofisi.
- Ipofisi: rilascia l’ormone adrenocorticotropo (ACTH) nel sangue.
- Ghiandole surrenali: rispondono all’ACTH producendo glucocorticoidi, in particolare il cortisolo, che mobilita energia e prepara il corpo alla risposta “lotta o fuga”.
3. Risposte Fisiologiche e comportamentali:
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- Fisiologiche: aumento della frequenza cardiaca, pressione sanguigna e mobilizzazione delle riserve energetiche.
- Comportamentali: reazioni di evitamento, aggressività o comportamenti di coping, che possono diventare abituali se lo stress persiste.
Cos’è il cortisolo?
Il cortisolo, spesso definito “ormone dello stress”, viene prodotto dalle ghiandole surrenali in risposta a stimoli stressanti. In situazioni di stress acuto, il cortisolo fornisce l’energia necessaria mobilitando le riserve del corpo, aumentando la frequenza cardiaca e la pressione sanguigna. Tuttavia, se il gatto è esposto a stress cronico, i livelli di cortisolo possono rimanere elevati per lunghi periodi, con conseguenze negative sul suo benessere.
Cortisolo e ansia felina: una relazione diretta
Quando un gatto è sottoposto a stress persistente, l’eccesso di cortisolo può avere diversi effetti deleteri:
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- Compromissione del sistema immunitario: livelli elevati di cortisolo riducono la capacità del corpo di combattere infezioni e malattie;
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- Alterazioni del metabolismo: il cortisolo può influenzare il metabolismo dei grassi, portando a problemi come l’obesità o, al contrario, perdita di peso incontrollata;
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- Impatto sul comportamento: alti livelli di cortisolo sono associati a comportamenti ansiosi, come nascondersi, iperattività o aggressività. Questi comportamenti possono essere considerati segnali precoci di un’ansia cronica che, se non gestita, compromette la qualità della vita del gatto;
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- Difficoltà nel sonno e nella ripresa energetica: lo stress cronico e i livelli costantemente elevati di cortisolo possono alterare i ritmi del sonno, portando a una sensazione di stanchezza persistente.
Pertanto, mantenere sotto controllo i livelli di cortisolo attraverso una gestione attenta dello stress è fondamentale per prevenire e ridurre i segni di ansia felina.

Strategie efficaci per gestire l’ansia nei gatti
La gestione dello stress nei gatti è fondamentale per prevenire problemi di salute fisica e comportamentale. Ecco alcune strategie per aiutare il gatto a vivere serenamente:
- Creare un ambiente sicuro e rilassante
- Spazi tranquilli: prepara angoli riservati dove il gatto possa rifugiarsi, come lettini o scatole chiuse, per garantire una sensazione di sicurezza.
- Riduzione dei rumori: minimizza i suoni forti e le fonti di stress ambientale.
- Mantenere routine stabili
- Cibo, gioco e riposo: stabilire routine per alimentazione, giochi e riposo aiuta a ridurre l’incertezza e l’ansia.
- Coerenza: la prevedibilità, ma non la monotonia nelle attività quotidiane, favorisce il benessere psicologico del gatto.
- Giochi interattivi: utilizza giocattoli e percorsi per arrampicare per mantenere il gatto mentalmente attivo.
- Stimoli sensoriali: l’uso di feromoni sintetici, può aiutare a creare un ambiente più rilassante e ridurre i segnali di stress.
- Interazione positiva e rinforzo comportamentale
- Tempo di qualità: dedica momenti di gioco e coccole per rafforzare il legame con il tuo gatto.
- Rinforzo positivo: premia comportamenti desiderabili, contribuendo a ridurre tensioni e conflitti.
- Audit dello stress e interventi personalizzati
- Identificazione dei fattori di rischio: valuta l’ambiente e le routine del gatto per identificare eventuali fonti di stress.
- Monitoraggio e adattamento: l’audit dello stress permette di adattare gli interventi in base alle esigenze specifiche del gatto, migliorando la qualità della vita e prevenendo disturbi fisici e comportamentali.
L’importanza della cura veterinaria
Il benessere del gatto dipende da una gestione attenta e personalizzata dello stress. Se noti segni persistenti di ansia, è essenziale consultare un veterinario o un comportamentista per individuare le cause e pianificare un intervento mirato. La prevenzione, attraverso un ambiente sereno e una routine stabile, è il primo passo per garantire una vita lunga e felice al tuo amico felino.
– In conclusione –
L’ansia nei gatti sta crescendo, soprattutto in quelli che non possono soddisfare i loro bisogni naturali. I segni tipici includono nascondersi, aggressività, variazioni nell’appetito, vocalizzazioni ed eliminazione inappropriata, dovuti all’attivazione della risposta “lotta o fuga” e al rilascio di cortisolo. Mentre il cortisolo fornisce energia in situazioni acute, la sua esposizione cronica può compromettere il sistema immunitario, alterare il metabolismo e peggiorare il comportamento, favorendo l’ansia persistente. Per gestire efficacemente il disturbo, è fondamentale creare un ambiente sicuro, mantenere routine stabili, stimolare mentalmente il gatto, interagire positivamente e monitorare i segnali di stress, consultando un veterinario se necessario.
Bibliografia
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